Percorso di educazione ai linguaggi espressivi.

Ecco il lavoro realizzato dagli alunni della classe VA con il supporto -offerto ai docenti- della dott.ssa Liliana Minutoli. 


Il brano “La Bella e la Bestia” ha coinvolto i bambini di quinta elementare che hanno analizzato la struttura formale del brano. Senza conoscere il contenuto reale del brano, esso è stato tradotto in segni grafici e in una storia inventata dai bambini stessi sullo stimolo dato dalla musica e raccontata nel ppt prodotto. Il brano consta di due temi principali: il primo sul personaggio di Bella e il secondo su quello della Bestia. Il tema di Bella eseguito dal clarinetto è una melodia morbida, dolce, su suoni chiari e acuti, su un leggiadro tempo di valzer. Il secondo è eseguito dal controfagotto su suoni scuri, spezzati, molto gravi, rapidi ma concentrati in pochi secondi e alternati da pause sospensive. Nello sviluppo del brano il primo e il secondo tema per due volte si intrecciano in un serrato accelerando e crescendo verso l’acuto fino ad una nuova sospensione che lascia spazio alla parte finale, quella della trasformazione di Bestia in Principe, in cui il violino esegue il tema del controfagotto (Bestia) ma stavolta su suoni acutissimi e lentissimi accompagnati da un’arpa che evidenzia la magia. Ai bambini ignari di ciò che ascoltano, si chiede di dividere il brano e di immaginare una possibile situazione da raccontare in quattro o più sequenze, tante quante parti diverse sentono nella musica. La scansione melodica, timbrica e ritmica risulta a tutti molto chiara e ogni parte è analizzata nei suoi parametri sonori. Per ogni sequenza sono scelti dei colori e poi costruita una storia, un dialogo in forma diretta oppure una storia sottolineata da un narratore. Successivamente le storie composte dai bambini vengono lette rispettando la divisione in sequenze della musica di Ravel mandata in sottofondo. (ppt su“La Bella e la Bestia”: “Il sogno di Ambra”  e “La tranquillità perduta” . 

Un ringraziamento particolare all'insegnante Grazia Barbaro e al collaboratore tecnico signor Giovanni Glorioso per la loro preziosa collaborazione.